I cartoni animati di ieri e quelli di oggi: dagli anni 80 ai Paw Patrol


Scritto da Elisabetta Pieragostini
La mia vita a casa è scandita a ritmo di cartoni animati e di “Maaaammaaaa”, e immagino anche la vostra. Matilde, dall’alto dei suo 11 anni, inizia a reclamare già spazi solitari ma la mia piccola Violetta, con tutti i suoi 9 anni, i cartoni li ama eccome.
I cartoni animati negli anni 80 e il nostro trauma di rimanere orfani come tutti i protagonisti
Stimatissimi colleghi genitori, alzi la mano chi non si è sentito almeno una volta una mamma o un papà demmmerda piazzando il proprio pargolo davanti a un cartone animato con la remota speranza di avere almeno 57 secondi di quiete mentale. Io l’ho fatto, e non me ne vergogno. Non è un trauma psicologico considerare in alcuni casi i cartoni animati come una dolce ma assertiva Mary Poppins che ci tiene calma la prole mentre andiamo a fare la pipì senza la guardia svizzera che monitora l’atto. Certo, Mary Poppins sono sicura che non approverebbe il metodo, ma si fa quello che si può per preservare quel pizzico di sanità mentale.
Torniamo ai cartoni animati.
Ai miei tempi c’era Bim Bum Bam, il programma televisivo con Paolo Bonolis, Licia Colò e il pupazzo Uan che ci intratteneva presentandoci i cartoni animati del momento
I nostri cartoni animati, se li analizziamo, erano un po’ tristi perché i protagonisti erano tutti orfani e anche un po’ tristi, se siamo arrivati a oggi con un briciolo di fiducia nella vita siamo degli eroi.
- Mila e Shiro: lei abbandonata dalla mamma che poi la ritrova casualmente, una storia di separazione, Mila credeva la mamma morta e invece dopo anni scopre che è viva e vegeta;
- Pollyanna: a 8 anni vive con il padre perché la mamma è morta, poi muore anche il padre, quindi diventa orfana e va a vivere con la zia Polly, donna fredda che solo con il tempo impara ad amarla;
- Candy Candy: orfana pure lei, te pareva, vive in un orfanotrofio. Poi verrà adottata da una famiglia ricca ma viene mandata in un collegio a studiare, insomma una vita travagliata;
- Anna dai capelli rossi: orfana anche lei? Sì, pure lei, tanto per rimanere in tema gioia di vivere. Deve affrontare un’infanzia molto dura;
- Heidi: a 5 anni resta orfana e va a vivere sui monti con il nonno. Orfana e isolata, una spruzzata di allegria pure qui;
- Hello Spank: la sua padroncina Aiko si trasferisce dallo zio che le regalerà il cane perché la mamma per lavoro deve andare a Parigi e il padre è scomparso in mare durante una bufera;
- Kiss me Licia: dove la protagonista Licia vive e lavora con il babbo Marrabbio al suo ristorante e la mamma è… morta.
Insomma, una tragedia questi cartoni animati degli anni 80. Poi dicono che la nostra generazione ha pagato i mutui e le vacanze degli analisti e ha avuto sempre problemi sentimentali.
I cartoni animati oggi: Peppa Pig e Masha e Orso sovrani indiscussi
Con il passare del tempo la televisione cambia e i bimbi di oggi possono incollarsi alla baby televisione su Sky o su ogni piattaforma esistente con colori e canzoncine che se vi dicessi la quantità di rosari recitati potremmo farci una serie tv. C’è da dire però che tutte ‘ste filastrocche e canzoncine sono state anche le nostre migliori amiche nei momenti più tragici. Tipo quelli delle fughe a fare la pipì.
Passata l’età dei numeretti e delle canzoncine, i bimbi di oggi possono vantare una nuova ossessione: Peppa Pig e Masha e Orso, e onestamente non so dirvi se pure loro necessiteranno di un bel ciclo di psicoterapia in futuro.
Peppa Pig è una maialina che, oltre a grugnire, salta nelle pozzanghere felice con il suo fratellino George, con gli stivali appositi, ma i bambini – lo dico, le mie figlie – hanno tentato costantemente l’emulazione anche senza stivali tuffandosi nelle pozzanghere manco fosse il mare di Punta Prosciutto in Salento.
I disegni non sono belli come quelli di una volta, anzi, c’è molta poca poesia.
Una cosa però che ho trovato positiva e importante è che i cartoni animati di oggi, rispetto a quelli che guardavamo noi bambini degli anni 80, propongono sempre di più parità di genere. I genitori si aiutano in casa durante le faccende, sia la mamma che il papà hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri a prescindere dal sesso.
Passiamo a Masha e Orso, l’altro tormentone dei nuovi cartoni animati, dove Masha è una bambina carina e dolce all’apparenza ma ti verrebbe voglia davvero di prenderla a schiaffi, anche se poi ti senti ‘nammmerda perché non si dovrebbe nemmeno pensare, ma è di un dispettoso che solo quel povero Orso può sopportarla. Parla a raffica, mentre quel povero Orso se ne sta lì buono buono con tanta pazienza che penso che ogni mattina faccia yoga e meditazione altrimenti gli verrebbe l’istinto omicida.
Penso che Masha istighi un po’ i bambini a essere dispettosi e a sottomettere i più deboli, è divertente ma a livello educativo attenzione perché i bambini tendono a imitare e Masha non è proprio il modello migliore da seguire.
Cartoni, cartoni e ancora cartoni
Poi abbiamo altri cartoni animati che girano nelle nostre TV come Manny Tuttofare, apprezzato dai bambini perché Manny si fa aiutare dagli attrezzi parlanti e questo è educativo perché si legge la collaborazione e l’aiuto a chi è in difficoltà, il tutto in maniera divertente e magica grazie agli attrezzi parlanti.
Poi c’è Paw Patrol, in cui dei cuccioli di cane collaborano con Ryder, un ragazzino di dieci anni, per salvare la città dove vivono.
Non dimentichiamo – aiuto – Dottoressa Peluche, dove Dottie, una bambina di sei anni, si prende cura dei suoi peluche con lo stetoscopio per sentire il loro battito, insegnandoci che la medicina migliore per salvare i suoi peluche è l’amicizia.
Cartoni animati, insegnamenti e attenzione ai messaggi
Dopo questa breve panoramica, quali sono i cartoni animati preferiti dai vostri bimbi? Fate vedere anche voi sia vecchi che nuovi cartoni? I classici Disney che posto trovano nella vostra routine familiare?
Personalmente penso che ogni cosa che facciamo vedere ai nostri figli debba essere frutto della consapevolezza di ciò che trasmettono. Certo, a volte è davvero impossibile sezionare tutto e amen, non moriranno se un personaggio istiga a fare troppi dispetti, ma ogni volta che è possibile credo che guardarli con loro, spiegando le cose positive e quelle negative, sia uno dei primi modi per insegnare loro comportamenti sani e virtuosi.
I cartoni animati sono un mezzo educativo come le favole, non una perdita di tempo o un parcheggio mentre noi genitori facciamo altro. Aiutano a crescere con la spensieratezza e la leggerezza necessaria per affrontare la vita di domani senza rinunciare ai sogni.
“La fantasia non ha età e i sogni sono per sempre.” (Walt Disney)
Buona visione a tutti!

Scritto da Elisabetta Pieragostini
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