Un caffè con Roberta Petrelli: body painting, belly painting e introspezione


Scritto da Elisabetta Pieragostini
Bentornate e bentornati nel nostro salotto. Il caffè con la mia ospite di questo mese è davvero speciale. Creatività, fantasia, introspezione, un’umanità che ci porta a scoprire anche i lati più bui di una donna che si è raccontata a noi senza filtri e con generosità. Lei è Roberta Petrelli, umbra di nascita e bolognese di adozione, body painter, belly painter ed educatrice cinofila in via di specializzazione. In arte Viola V, andate a curiosare sul suo profilo Instagram perché la voglia di farvi dipingere vi verrà sicuramente.
Roberta, innanzitutto grazie di essere qui con me oggi. Partiamo subito con le domande. Body painting e belly painting: cosa sono e come mai hai deciso di dipingere sulla pelle?
Grazie a te Elisabetta per avermi dato la possibilità di parlare un pò di me e del mio lavoro. Fin da piccola ho sempre avuto il piacere di passare i miei pomeriggi a disegnare, ricordo che adoravo perdermi tra i colori soprattutto nelle giornate di pioggia. Crescendo, come tante persone, ho passato momenti difficili e molto scuri e per anni non ho avuto piu nessun contatto con un foglio bianco perchè avrei avuto troppo da raccontargli, addirittura ci sono stati dei momenti in cui quando avevo l’ispirazione mi sentivo in colpa. Il primo colore tornato nella mia vita è stato il viola, con il quale ho colorato i miei capelli per anni, da qui il mio nome d’arte Viola V, dove V sta per Veleno. Per buttare fuori quel Veleno ho iniziato a usare il mio corpo come un foglio bianco, affidando le mie sensazioni all’arte del tatuaggio, per fermare o esorcizzare degli eventi, o per far restare addosso le persone care. Da lì ho concepito sempre più la pelle come mezzo di comunicazione ed espressione, in fondo lo è da sempre. Pensiamo agli Egizi che pitturavano corpi sia di vivi che defunti, agli aborigeni australiani, i Pelle Rossa, ai rituali celtici. Queste pratiche, oltre che abbellire il corpo, avevano significati religiosi, cerimoniali o di intimidazione verso il nemico durante le battaglie. Il body painting, a differenza del tatuaggio che è indelebile, ti permette di raccontare l’attimo. Il primo disegno che ho fatto su di me è stato un cimitero ma poi la voglia di lottare mi ha portato sempre più colori e la gioia di celebrare la vita, soprattutto di chi dà la vita, in onore di chi l’ha data a me: mia mamma Peonia, per questo oggi il belly painting fa parte della mia vita.
Il belly painting è un ramo del body painting, che consiste nel dipingere il pancione delle mamme in dolce attesa a partire dal settimo mese. È un gioco creativo che coinvolge mamma, papà e tutta la famiglia, stimolando positività e fantasia. Viene realizzato con colori da make-up professionali a base di acqua che basterà poi lavare con acqua e sapone. Il pancione diventa la tela di una storia, di un ricordo, un’emozione o un valore che i genitori o i cari vogliono trasmettere alla nuova vita che verrà. Si finisce sempre con tante foto dolci e divertenti.
I temi sui quali dipingi li scegli tu o le tue clienti? O è un lavoro di squadra? Raccontaci il dietro le quinte e magari, se ti va, un episodio divertente.
Attualmente, oltre a svolgere l’attività di truccabimbi alle feste private o agli eventi, collaboro con due associazioni che organizzano corsi di preparazione alla nascita a Bologna. Inoltre, lavoro autonomamente a casa della mamma nell’intimità della famiglia, o durante i babyshower. Per ogni contesto ho messo a disposizione un book fotografico che può essere consultato per prendere ispirazione.
La cosa che mi rende davvero felice è lavorare sul progetto insieme, si entra pian piano in confidenza, ci si racconta, ci si emoziona insieme. Da confronti come questi nascono le idee più belle e per me è una grande soddifazione vedere la felicità negli occhi di chi si affida alla mia creatività quando scoprono che i loro sentimenti sono diventati una fiaba a colori.
Un episodio divertente è stato il progetto che ho realizzato con una mia amica in dolce attesa. Siamo partite dall’idea di illustrare la dea indiana Lakshmi sul suo pancione e la cosa ci è un po’ sfuggita di mano. Ho fatto di lei Lakshmi con tanto di corona dorata e per le misure ho usato una zucca gialla. Il risultato? Bollywood!
Fai tanti corsi, ce ne parli meglio? Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Partiamo dal fatto che questa professione non è riconosciuta, non esiste una vera e propria scuola. Personalmente ho iniziato a frequentare delle lezioni a Roma presso una scuola che stava mettendo le radici nel settore prima del Covid. Ovviamente con il lockdown le modalità sono cambiate e ora ci sono molt* body painter che tengono corsi online trasmettendo le loro tecniche e la loro professionalità per ogni settore: il face painting (truccabimbi o make-up adulti), il body painting per ogni occasione, il belly painting… Non si smette mai di imparare.
Per il futuro sto progettando ma al momento mi sto specializzando come educatrice cinofila e la cosa mi porta via un pò di tempo. Un mio sogno è poter partecipare un giorno a un mondiale di body painting, ma c’è da lavorare ancora.
Ora ti farò delle domande a raffica, rispondi pure di getto. Iniziamo?
- Hai mai sbagliato un disegno? Se si, come hai rimediato: sì, molte volte, ma la creatività mi ha dato sempre una buona mano, tranne quando una volta su un set di belly per Halloween il papà ha rovesciato il succo rosso sul disegno sciogliendone quasi la metà;
- Che donna sei: una che non si arrende facilmente;
- Il soggetto che ti è piaciuto di più dipingere: Dumbo, il preferito di mia mamma;
- La città dei tuoi sogni: il mondo intero;
- Il tuo piatto preferito: pane fresco, pomodori dell’orto, olio di casa e basilico;
- Il tuo colore: viola… Per non dire nero;
- Un grazie a…: mia mamma e Lorena, ma anche al mio compagno che mi ha concesso il suo panzotto da birra durante il lockdown per esercitarmi la prima volta.

Scritto da Elisabetta Pieragostini
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