Dare feedback positivi o negativi a dipendenti e collaboratori non è solo una questione di leadership, è sinonimo di attenzione, di cura, significa dire alle persone “Ti vedo, ti osservo e quello che fai ha un impatto in azienda.”
Nella vita lavorativa, un responsabile deve sapere come comunicare ciò che funziona e ciò che non funziona, è fondamentale per costruire fiducia, per favorire la crescita e mantenere delle relazioni sane. Eppure, tanti evitano il momento del confronto, altri lo gestiscono male, trasformando un’occasione di sviluppo in un momento di disagio.
Feedback: uno strumento lavorativo importante
Il feedback, se viene dato con consapevolezza e onestà, è uno degli strumenti più potenti che abbiamo per dare dei segnali positivi e negativi ai lavoratori.
La persona che guida un team ha una responsabilità precisa: usarlo con intelligenza e intenzione di dare un messaggio.
Il feedback non è una pagella, ma un modo per far crescere i collaboratori delle aziende; se lo usi bene, rafforza, stimola a fare sempre meglio, se invece lo trascuri, le relazioni appassiscono.
Feedback positivi e feedback negativi
I feedback possono essere positivi o negativi.
I feedback positivi servono a riconoscere le cose che funzionano e dire: grazie, ottimo lavoro, ben fatto. È importante ma non basta, perché un feedback positivo deve essere specifico e indicare con chiarezza cosa è stato fatto bene; deve essere sincero, senza frasi fatte ed essere autentico; deve essere tempestivo, meglio dire le cose subito senza aspettare.
Ad esempio “Hai fatto un ottimo lavoro con quel cliente ieri, gli hai risolto il problema e abbiamo preso l’ordine”. Questo tipo di riconoscimento rinforza la motivazione e dà senso all’impegno quotidiano.
I feedback negativi invece è importante usarli per dire le cose che non vanno bene senza distruggere le persone, sono feedback più critici e delicati, ma allo stesso tempo non dobbiamo evitarli, sarebbe un errore.
Nell’ambiente di lavoro serve chiarezza ma non rigidità e serve il rispetto delle persone e per farlo dobbiamo parlare di fatti certi e non di opinioni o supposizioni. Bisogna quindi parlare di fatti che sono stati osservati, scegliere un ambiente privato per dirlo e non farlo davanti ad altre persone, puntare a trovare una soluzione alternativa senza accusare e coinvolgere la persona ascoltando il suo punto di vista.
Ad esempio “Nelle ultime due settimane ho visto un rallentamento delle consegne che ha rallentato anche il lavoro degli altri. Come mai? Sta succedendo qualcosa? Possiamo capire insieme come sistemarlo?”
Se un superiore dice le cose in questo modo rafforza il rapporto e non lo indebolisce creando un miglioramento nell’ambiente lavorativo. Un leader efficace non è una persona che si limita a controllare ma è quella persona che sa ascoltare, riconoscere, orientare e il feedback non è solo uno strumento ma una forma di guida attraverso l’esempio.
Il feedback come veicolo di crescita personale e professionale
Un feedback è importante per la crescita delle persone, per costruire il futuro e per valorizzare le risorse e i leader che utilizzano i feedback creano team più consapevoli e capaci all’interno delle organizzazioni.
Il feedback rappresenta un dialogo tra leader e team e i leader che praticano l’ascolto attivo sono più credibili, più efficaci, più capaci di creare connessione; bisogna ascoltare, prima di rispondere.
Se il feedback viene dato in un contesto sicuro, le persone si aprono, riflettono, migliorano. Se è un’arma di controllo o umiliazione, genera solo paura. La responsabilità di chi guida è creare un ambiente dove si può sbagliare, imparare, crescere. Chi è alla guida deve allenarsi; deve dare e ricevere feedback, che diventa una competenza che si affina nel tempo. Lo si fa con la formazione e il confronto, e, soprattutto, con umiltà.
Il feedback nella mia esperienza in DAMI
Nella mia realtà, Dami, abbiamo strutturato il feedback come parte integrante della cultura aziendale e, come noi, tante altre aziende. Noi nello specifico diamo “stelline” mensili alle persone a cui riconosciamo di aver fatto la differenza in quel periodo; diamo anche feedback negativi parlando con le persone e capendo cosa sia successo e cercando una soluzione insieme.
Gli aspetti principali che valutiamo nello specifico sono la disponibilità di tempo, di flessibilità e all’apprendimento continuo; il problem solving, quindi la capacità di affrontare i problemi e trovare soluzioni; il clima aziendale, creare una comunicazione aperta, uno spirito collaborativo e rispettoso.
Valorizziamo il contributo vero, l’impegno e il valore aggiunto e questo sistema ha due punti di forza: rende il feedback visibile e concreto e nello stesso tempo dà un segnale chiaro su cosa davvero conta ed è importante per l’azienda. È una cultura organizzativa, fatta di riconoscimento, chiarezza e coerenza.
Dare feedback, nel bene e nel male, è un gesto di responsabilità, è uno strumento di leadership ed è anche un atto di cura.
Che tu sia responsabile, leader, collega senior o semplicemente una persona che lavora con altre persone, allenati a osservare, dire, ascoltare perché crescere si può, ma lo si può fare solo se qualcuno ci dice, con rispetto, cosa stiamo facendo bene e cosa potremmo fare meglio. E a volte, anche solo una stellina, può cambiare la giornata di qualcuno.












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