L’amore è davvero una favola?

Ott 27, 2020 | Un po' di me | 0 commenti

L’amore è davvero una favola?

Scritto da Elisabetta Pieragostini

27 Ottobre 2020

Oggi devo aver battuto fortissimo la testa senza che me ne accorgessi e mentre ero in stato confusionale ho deciso di mettermi a scrivere di uno degli argomenti più complicati e complessi dello scibile umano. Una cosa che pure un trattato di geopolitica internazionale risulterebbe più semplice.
Oggi ho deciso di scrivere d’amore.
(Boom. La stiamo perdendo. C’è un medico in sala?)

 

Principe Azzurro Vs Uomini Reali

 

Innanzitutto nessuna donna sana di mente uscirebbe con un uomo in calzamaglia. Potrebbe succedere solo in due casi: o si tratta di Roberto Bolle o di un fighissimo maestro di sci. E già qui scremiamo parecchio, ché io a Monte Urano non è che ne abbia mai incontrati.
In secondo luogo, vi pare mai possibile andare in giro a correre con scomodissime scarpe di cristallo quando il nostro sogno è solo quello di tornare a casa e metterci in ciabatte? Ma poi chi corre con quella grazia? Già è tanto se non andiamo in iperventilazione mettendo a posto il carrello nel parcheggio del centro commerciale. Io se corro in quel modo con un paio di décolleté finisco direttamente in traumatologia, tra l’altro.
Ma la cosa che più mi fa perdere la testa di questa donna idealizzata che aspetta il Principe Azzurro è che non gli dice niente quando lui va a svegliarla. Siamo realiste, ragazze. Se mi svegli, io ti mangio vivo, soprattutto se sono in sindrome premestruale. Finalmente una ha la scusa per dormire almeno per un paio di secoli e mi vieni a svegliare? No, no, no. E se pure non ti dico niente, di certo non mi trovi con le gote rosa pesca. Io certe mattine quando mi sveglio ho bisogno della vocina del neurologo per ritrovare la memoria e riconoscermi allo specchio. Altro che guance color di pesca.
Ma vogliamo parlare pure della fiatella di una persona che si sveglia dopo anni e anni di coma profondo? Roba che è lei a resuscitare i morti, non il contrario. Siamo sicuri di tutti ‘sti baci? Mah.
La verità è che cresciamo con questo amore idealizzato che poi fatichiamo a ritrovare nella realtà. In quella vita di tutti i giorni fatta di compromessi e sacrifici, certo, di tantissime cose belle e batticuori, ma anche di tanti sbattimenti affinché tutto possa durare.
La verità è che l’amore è più un fatto di equilibrio, e quando ci si tiene in equilibrio le scarpette di cristallo sono l’ultima cosa che ci serve. Piuttosto un bel paio di scarpe comode. E io di suole stabili me ne intendo, fidatevi.
La verità è che, se c’è una cosa che vorrei insegnare alle mie figlie, che a breve si affacceranno a questo magico mondo di farfalle nello stomaco e primi amori, è che le relazioni possono partire sì da una cotta, ma possono anche finire con una bruciatura e che quello che apprendiamo dalle favole, spesso, resta solo nelle favole.
Che bisogna stare attente ai principi azzurri che girano nei boschi, che quell’uomo spaccone delle favole che sa tutto lui nella realtà è magari una persona con problemi di personalità, che un uomo che fa decidere tutto solo alla regina madre è un mammone che ti renderà la vita impossibile.

Vorrei che le mie figlie imparassero la grazia e la dolcezza dei sentimenti puliti e genuini, che non servono grandi gesti plateali ma costanza quotidiana soprattutto quando tutto si complica.
Vorrei che le mie bimbe imparassero a capire la differenza tra una donna che aspetta e una donna che fa, che diventassero indipendenti.
Vorrei che Matilde e Viola diventassero quelle donne protagoniste della propria storia, che non è necessariamente una favola, e che una donna non ha bisogno di un principe che la svegli ma di una persona che sia al loro fianco comprendendo anche quando è giusto lasciarle dormire. E anche sognare.

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