Il mio nuovo saggio: Oltre il silenzio. (Ri)conoscere la violenza

Giu 13, 2025 | Consigli di lettura, Donne, In primo piano, Mondo del lavoro, Parità di genere, Ultime novità, Un po' di me, Voci di donne | 0 commenti

In Italia, ogni giorno, centinaia di donne affrontano situazioni di discriminazione, molestie, pressioni e isolamento sul posto di lavoro. Alcune trovano il coraggio di parlarne, ma molte altre no.

Oltre il silenzio. (Ri)conoscere la violenza, edito da Fall in Lov, è un libro nato per raccontare queste realtà, farle emergere, nominarle e affrontarle per quello che sono: forme di violenza strutturale. Questo libro non si ferma alla denuncia, ho voluto scriverlo come strumento di ascolto e come mappatura di strumenti, di risorse e di consapevolezze che possano aiutare a orientarsi dentro un sistema che, troppo spesso, si finge neutrale ma non lo è. Ma cosa troverete all’interno di questo saggio?

Le voci delle donne

Sicuramente delle storie vere dove al centro ci sono sempre loro: le voci delle donne. Donne che hanno lavorato in aziende pubbliche e private, in grandi multinazionali e in piccoli contesti. Donne che si sono scontrate con ambienti ostili, dirigenti manipolatori, colleghi abusanti, silenzi aziendali. Ogni testimonianza è cruda, reale, ma anche piena di forza.

Non si tratta solo di “casi” da studiare, ma di esperienze vive, che raccontano quanto può essere complesso e coraggioso scegliere di uscire dal silenzio.

Poi troverete il quadro normativo, Oltre il silenzio non è un saggio giuridico, ma contiene riferimenti chiari e accessibili alla legislazione italiana ed europea in materia di tutela contro le discriminazioni, pari opportunità, molestie sessuali, tutela della genitorialità e licenziamenti illegittimi. Parlo anche delle debolezze del sistema, come la difficoltà di far valere i propri diritti senza subire ritorsioni, e il peso emotivo e professionale che spesso grava su chi decide di denunciare.

Un intero capitolo è dedicato al whistleblowing, ovvero alla possibilità di segnalare abusi e irregolarità all’interno dell’azienda, anche in forma anonima. Spiego cosa prevede la legge, come funzionano i canali di segnalazione e quali protezioni esistono oggi per chi decide di esporsi.
Ma soprattutto analizzo un dato culturale: in Italia il whistleblower è ancora visto come un traditore, non come una figura chiave per la giustizia organizzativa.

Aziende come agenti di cambiamento Oltre il silenzio

Il libro parla anche delle aziende non solo come luoghi del problema, ma anche come possibili agenti di cambiamento. Parlo di cosa significa davvero avere un codice etico, di come si costruisce una cultura aziendale rispettosa, di quali sono gli indicatori concreti per valutare l’inclusività reale di un ambiente di lavoro. Non basta fare un corso ogni tanto sul tema, non basta una policy scritta e mai applicata, serve ben altro.

La responsabilità sociale oggi passa dalla prevenzione delle disuguaglianze e dei conflitti di genere.

Fare rete Oltre il silenzio

Una delle cose più forti, in cui credo tantissimo, che emergono nel libro è la forza della rete. Spesso siamo convinte di essere sole, isolate, ma in realtà quando si crea uno spazio sicuro per parlare, per raccontarsi, per confrontarsi nasce qualcosa di potente: la consapevolezza che non siamo noi il problema. Il libro parla anche di gruppi di sostegno, sportelli di ascolto, avvocate, psicologhe, sindacati, associazioni, perché uscire da una situazione abusiva richiede sì forza personale, ma anche alleanze, ascolto, supporto concreto.

Oltre il silenzio è un libro che può toccarti se sei una donna che lavora. Ma anche se sei un uomo che vuole essere un alleato. Se fai parte delle generazioni future che stanno per entrare nel mondo del lavoro. Se sei una manager, un datore di lavoro, una rappresentante sindacale.

Se ti stai chiedendo: “Che cosa possiamo fare, davvero, per cambiare?”, leggerlo non cambierà le cose come se fosse una bacchetta magica ma può essere il primo passo per iniziare a vedere, a riconoscere le dinamiche tossiche, a nominarle e a non accettarle più, perché il silenzio non è neutro, è sempre una scelta. E a volte, basta una storia letta al momento giusto per accendere qualcosa. E spero che si accenda anche attraverso questo mio nuovo libro.

Le violenze invisibili

Se vuoi capire. Se vuoi agire. Se non vuoi più sentirti sola: leggilo. Spesso, quando pensiamo alla violenza contro le donne, immaginiamo episodi estremi: aggressioni fisiche, casi di cronaca, situazioni limite. Eppure, c’è una violenza che non fa rumore, che non lascia segni visibili, e proprio per questo è ancora più difficile da riconoscere e combattere: è la violenza che si consuma nei luoghi di lavoro.

Vi invito a usarlo come strumento di formazione, non risolverà tutto ma sarà un inizio. E a volte, per cambiare le cose, basta cominciare da lì: da una storia raccontata, da una voce che non si lascia più zittire. Leggetelo, condividetelo e parlatene: uscire dal silenzio è un atto collettivo.

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