C’è ancora domani: il film di Paola Cortellesi

Dic 20, 2023 | Curiosità varie, In primo piano, Parità di genere, Ultime novità | 0 commenti

Sono una delle tantissime persone che sono andate al cinema a vedere il film di Paola Cortellesi “C’è ancora domani”, il primo come regista ma che la vede anche protagonista. Viola l’aveva visto prima di me con una sua amica e mi aveva detto “Mamma, vai a vederlo, è bello, in bianco e nero e parla di quello che parli sempre tu”. “Di cosa parlerei sempre io Viola?” e lei subito “Di donne, dei diritti delle donne, delle violenze, la tua famosa parità di genere che stai portando avanti e con cui ci fai una testa tanta”.

Rido, ma ha ragione; mi sto battendo e parlo di questi temi anche a casa, la PDR125 e le certificazioni delle aziende sono diventate un po’ la mia mission perché da qualche parte dobbiamo iniziare.

Così con due amiche mi reco al cinema piena di aspettative, non deluse. Anzi, C’è ancora domani mi ha rapita e affascinata.

C’è ancora domani: di cosa parla

Quando le luci si spengono mi immedesimo completamente nella storia. È il 1946, c’è la liberazione per le strade dalla guerra ma per Delia non sembra cambiare tanto la situazione: è in balia e alle dipendenze di un marito padrone, un suocero cattivo e prigioniera di violenze e maltrattamenti.

Spera nella figlia e in un matrimonio fortunato che le possa dare una vita diversa dalla sua, una vita agiata e serena. Delia è una delle tante donne che subiscono e non reagiscono, fino a quando le arriva una lettera a darle il coraggio.

Le donne di questo film hanno ancora un domani nonostante le vicende drammatiche, storie di vita dura, senza potersi porre delle domande, era così e basta. Purtroppo, questo succede ancora oggi, siamo un po’ più avanti ma di poco perché le donne subiscono anche oggi e sono vittime di violenze da parte dei loro aguzzini domestici.

Cosa arriva da C’è ancora domani?

Il film ha diversi messaggi di forte attualità, come il gender pay gap quando Delia scopre che il giovane ragazzo che lavora con lei è un apprendista che percepisce uno stipendio maggiore del suo che invece lavora lì da tempo, solo perché è un uomo. Quindi una disparità di genere legata al salario, che ancora oggi è presente nelle aziende nonostante siano regolamentate da normative.

Oggi le aziende possono certificarsi PDR125, parità di genere, come ha fatto la mia azienda per agire concretamente sull’equità salariale e sulla possibilità di carriera.

Ma la certificazione non parla solo di quest’aspetto, sostiene che sia importante denunciare – è garantito l’anonimato – le violenze o molestie verbali o non.

I mille volti della violenza

Nel film di Paola Cortellesi viene fuori in modo trasversale il concetto di violenza. La violenza di Ivano è gratuita e ciclica e rende Delia una vittima. Di questo oggi si parla costantemente perché il mondo nel terzo millennio non è ancora roba delle donne e così oggi contiamo 110 donne morte di femminicidio.

È un racconto che inevitabilmente ci porta a riflettere sulla disparità che esiste ancora oggi, fatta da un reticolo di stereotipi e pregiudizi con cui abbiamo a che fare ogni giorno. Dalla comunicazione alla pubblicità passando per i libri di testo per i ragazzi, siamo circondati da stereotipi che contaminano in maniera negativa la cultura.

Il film è uno scossone che ci invita a riflettere su come la situazione ad oggi non è cambiata e che dobbiamo fare ancora tanto. Dobbiamo ripartire dall’educazione sessuale e sentimentale nelle scuole per i ragazzi ma anche da una rieducazione per i genitori e inserirei obbligatoria una formazione sui temi all’interno delle aziende.

Questo è il progetto che sto portando avanti con un team di esperti perché la scuola deve parlare con le famiglie e le aziende, dobbiamo fare squadra.

Un domani ci sarà ancora ma oggi dobbiamo fare in modo che sia un domani non fatto di femminicidi e violenze.

Educare i bambini e rieducare gli adulti

Ben venga la certificazione per le aziende che dovrebbe diventare obbligatoria e non facoltativa, proviamo tutti a fare qualcosa per cambiare le cose, iniziamo dal nostro piccolo e da ciò che possiamo.

Personalmente renderò obbligatoria nella mia azienda questa formazione rieducativa per chi è già genitore ed educativa per chi lo diventerà. Non possiamo restare a guardare, tutti dobbiamo adoperarci per far sì che ci sia questo cambiamento e per colmare quel gender gap.

C’è ancora domani di Paola Cortellesi è un vero e proprio capolavoro che consiglio a tutti di vedere, su cui riflettere e di far in modo che non ci siano più Delie, anche se lei come tante altre donne ha avuto la forza di ribellarsi e di andare a votare uno dei diritti più importanti che abbiamo conquistato per poter essere libere.

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